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Pas Dosé

16,90

La solidità aziendale si è sempre tradotta in una capacità di ricerca ossia in spumanti pregni di informazioni come questo Pas Dosé che è il prodotto più secco della gamma degli spumanti commercializzati. e rivela tutte le potenzialità dell’areale Dauno. Non vede l’aggiunta della liquer d’expedition, per cui il vino base si esprime in tutta la sua personalità. Il Pas Dosé si rivolge a persone che fanno uso di spumante a tutto pasto e agli appassionati di spumante classico.

Vitigni: Bombino bianco e Pinot nero.

Epoca di vendemmia: fine agosto pinot nero e seconda decade di settembre bombino bianco, con raccolta e selezione manuale delle uve.

Affinamento e permanenza sui lieviti: ogni bottiglia riposa minimo 30 mesi al riparo della luce e delle correnti d’aria e degli urti, ad una temperatura di 13° C, nei sotterranei della nostra antica Cantina. Sboccatura (degorgement): a la glace manualmente, senza aggiunta dello sciroppo di dosaggio, circa due mesi prima della commercializzazione.

Colore: paglierino carico con riflessi dorati e perlage di bella finezza.

Profumo: elegante, ricco con note tostate di pane e sentori di pasticceria.

Gusto: secco, armonico con bocca molto elegante, fresca e con voluminosa e sottile cremosità. Dopo 30 mesi di affinamento rilascia sensazioni pulsanti, mordenti ma anche dolci.

Eccellente e raffinato a ” tutto pasto”. Rivela la sua classe soprattutto con antipasti, pesce e crostacei di ogni tipo, carni bianche (coniglio, vitello, tacchino), formaggi morbidi.

COD: VI028 Categorie: ,

Descrizione

Una amicizia che affonda le radici nella musica jazz, poi maturata e rinsaldata negli anni attraverso la passione comune per il vino ed i vitigni autoctoni del Tavoliere. Alla base di tutto, la convinzione di poter produrre anche al Sud spumanti di pregio, e l’intuizione – poi rivelatasi vincente – di poter valorizzare nelle “bollicine” il vitigno autoctono della Capitanata “Bombino bianco” che nella spumantizzazione riesce ad esprimersi nella sua pienezza. Il resto è capacità imprenditoriale ed uno straordinario attaccamento ai valori d’origine del territorio. E’ così che tre amici, Girolamo D’Amico, Louis Rapini e Ulrico Priore (note biografiche) hanno creato, nel 1979, l’apprezzata e rinomata produzione di spumanti “d’Araprì” (il marchio è dato dalle prime lettere dei tre cognomi letti in successione), unica realtà pugliese che produce esclusivamente spumanti con il metodo classico (ovvero con fermentazione in bottiglia, detto anche metodo “Champenoise”) (visita al Viteff 2013), tra le pochissime in tutto il meridione d’Italia. (I primi venticinque anni)
Nel 2°Rapporto sull’Eccellenze d’Italia dell’EURISPES la d’Araprì si fregia dell’attributo “Principi dello Spumante”
Infine i riconoscimenti del 2013 con l’Oscar come miglior Vino Spumante conferito da Bibenda-Associazione Italiana Sommelier , del 2015 con il Vino dell’Emozione della Guida Sparkle di Cucina&Vini e del 2016 con il TasteVine della Guida Vitae dell’AIS, in un certo senso coronano il lavoro di trentacinque anni e finalmente il territorio della Daunia si afferma per la prima volta nel panorama italiano come zona vocata per la spumantizzazione col Metodo Classico. (Bacheca dei Riconoscimenti)
A d’Araprì va riconosciuto il merito di essere stata la prima cantina a far nascere e guidare l’affermazione degli spumanti autoctoni, soprattutto nel Sud Italia.

Gli spumanti della Casa d’Araprì non sono certo quelli che dominano le pagine pubblicitarie delle riviste: il loro segreto si custodisce gelosamente e si rivela soltanto agli amici più fidati. Anche se gli assemblaggi possono variare di anno in anno, d’Araprì riesce a dare omogeneità della materia prima e ha creato nel tempo uno stile inconfondibile arrivando sempre alla qualità estrema: fattore imprescindibile per chi ama le bollicine metodo classico.