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Brut Rosè

18,50

Il vino rosato è un tipico prodotto del meridione d’Italia, è in quest’ottica l’azienda d’Araprì ha voluto preparare il suo Brut Rosè di colore rosa chiaro con riflessi di buccia di cipolla che sprigiona il sole di cui è baciata la propria terra. Sapido e di lunga persistenza.

Vitigni: Montepulciano e Pinot nero.
Zona di produzione: San Severo.
Epoca di vendemmia: fine agosto pinot nero e fine settembre montepulciano, con raccolta e selezione manuale delle uve per preservarne al meglio integrità di frutto e qualità.

Affinamento e permanenza sui lieviti: ogni bottiglia riposa minimo 24 mesi al riparo della luce e delle correnti d’aria e degli urti, ad una temperatura di 13° C, nei sotterranei della nostra antica Cantina.
Sboccatura (degorgement): a la glace manualmente, con aggiunta dello sciroppo di dosaggio, circa due mesi prima della commercializzazione.

Colore: salmone rosato con sfumature discrete di porpora ed oro, con spuma morbida ed abbondante e fine e persistente perlage.
Profumo: naso intenso fresco e dolce e ampio con fragranza di fiori e una fusione delicata di pane, tostatura e frutta matura.
Gusto: I Profumi complessi introducono ad un palato vivace, a un sorso pieno e avvolgente con una bolla finissima. Secco seppur rotondo, sapido, di lunga persistenza, con una tessitura gustativa equilibrata e una beva piacevole.

Abbinamento strepitoso con Caciocavallo Podolico di media stagionatura. Raffinato ed originale come aperitivo, ottimo da fine pasto con pasticceria secca, è lo spumante più morbido che la Casa propone. Desiderabile a qualsiasi ora, è simbolo di amore e felicità.

COD: VI029 Categorie: ,

Descrizione

Una amicizia che affonda le radici nella musica jazz, poi maturata e rinsaldata negli anni attraverso la passione comune per il vino ed i vitigni autoctoni del Tavoliere. Alla base di tutto, la convinzione di poter produrre anche al Sud spumanti di pregio, e l’intuizione – poi rivelatasi vincente – di poter valorizzare nelle “bollicine” il vitigno autoctono della Capitanata “Bombino bianco” che nella spumantizzazione riesce ad esprimersi nella sua pienezza. Il resto è capacità imprenditoriale ed uno straordinario attaccamento ai valori d’origine del territorio. E’ così che tre amici, Girolamo D’Amico, Louis Rapini e Ulrico Priore (note biografiche) hanno creato, nel 1979, l’apprezzata e rinomata produzione di spumanti “d’Araprì” (il marchio è dato dalle prime lettere dei tre cognomi letti in successione), unica realtà pugliese che produce esclusivamente spumanti con il metodo classico (ovvero con fermentazione in bottiglia, detto anche metodo “Champenoise”) (visita al Viteff 2013), tra le pochissime in tutto il meridione d’Italia. (I primi venticinque anni)
Nel 2°Rapporto sull’Eccellenze d’Italia dell’EURISPES la d’Araprì si fregia dell’attributo “Principi dello Spumante”
Infine i riconoscimenti del 2013 con l’Oscar come miglior Vino Spumante conferito da Bibenda-Associazione Italiana Sommelier , del 2015 con il Vino dell’Emozione della Guida Sparkle di Cucina&Vini e del 2016 con il TasteVine della Guida Vitae dell’AIS, in un certo senso coronano il lavoro di trentacinque anni e finalmente il territorio della Daunia si afferma per la prima volta nel panorama italiano come zona vocata per la spumantizzazione col Metodo Classico. (Bacheca dei Riconoscimenti)
A d’Araprì va riconosciuto il merito di essere stata la prima cantina a far nascere e guidare l’affermazione degli spumanti autoctoni, soprattutto nel Sud Italia.

Gli spumanti della Casa d’Araprì non sono certo quelli che dominano le pagine pubblicitarie delle riviste: il loro segreto si custodisce gelosamente e si rivela soltanto agli amici più fidati. Anche se gli assemblaggi possono variare di anno in anno, d’Araprì riesce a dare omogeneità della materia prima e ha creato nel tempo uno stile inconfondibile arrivando sempre alla qualità estrema: fattore imprescindibile per chi ama le bollicine metodo classico.